Cronache di una Celiaca

Dopo la diagnosi di celiachia: esenzione e buoni Asl


E ora che sono celiaca/o, che faccio? Inutile  dirvi che la mia (e forse quella di tanti altri) è stata una vera e propria Odissea!

Già riprendersi da questa notizia all’inizio non è così semplice, poi essere sballottolata da uno studio medico all’altro ti manda davvero in tilt, e ti fa anche innervosire!

Anche in questa occasione, avrei voluto l’aiuto di qualcuno per capire chi sono diventata (per il servizio sanitario) e a chi rivolgermi per le pratiche di cui mi parlano i medici.

Andiamo con ordine. Il gastroenterologo mi ha rilasciato una scheda in cui conferma la diagnosi di celiachia, referti alla mano.

A questa certificazione ho allegato anche il referto delle anti-transglutaminasi, l’esito della gastroscopia e la biopsia del duodeno, con tutte le belle ed illustrative foto dei miei poveri villi intestinali. Con questi documenti mi sono poi recata presso l’ambulatorio di Fisiopatologia Digestiva dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, la mia città.

Dopo un’ulteriore visita, il dottore responsabile dell’ambulatorio mi ha rilasciato il codice di esenzione per la patologia del morbo celiaco, RI0060, da utilizzare per le analisi del sangue e con cui presentarmi alla Asl di competenza per ottenere i buoni mensili da utilizzare per l’acquisto dei prodotti senza glutine.

A cosa serve il codice di esenzione?

Ecco, ci ho impiegato quasi due anni per capirne  la vera utilità, dato che purtroppo, ed è assurdo dirlo, da alcuni medici ottenevo sempre e solo risposte contrastanti.

Le analisi di routine le ho sempre effettuate presso un laboratorio esterno e mai in ospedale, sia da persona ancora “sana”, sia appena scoperto di essere celiaca. Bene, le analisi relative al morbo celiaco (chiamatela anche intolleranza alimentare ma è comunque una malattia autoimmune) e cioè: SIDEREMIAAGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG) ed EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA), sono in esenzione! Quindi non dovrete pagarle.

E vi dirò ancora di più, ho deciso (saggiamente direi) di sottopormi ai controlli presso l’ambulatorio di Fisiopatologia Digestiva, dove non solo ho la mia cartella personale con tutta la storia clinica, ma non devo fare alcuna richiesta per le analisi (e ticket con fila al Cup) in quanto è il dottore stesso, con attenzione e costanza, che mi segue personalmente e prescrive tutte le analisi del caso.

Come ottenere e dove spendere i buoni mensili rilasciati dalla Asl?

Ottenuta la certificazione del morbo celiaco e quindi il rilascio del codice di esenzione bisogna recarsi presso la Asl di competenza (per la prima volta portate anche la tessera sanitaria).

Armatevi di pazienza perché ci sono file interminabili e i funzionari sono quasi sempre antipatici.

Una volta registrati, vi rilasceranno i buoni mensili (qui in Puglia da Gennaio a Giugno e poi si ritorna alla Asl per quelli da Luglio a Dicembre) a carico della Regione, da utilizzare in farmacia o in negozi in cui è consentito (quasi inesistenti).

Il valore dei buoni varia a seconda della fascia d’età e del sesso, purtroppo è cosi, nonostante la celiachia sia la stessa per gli aventi diritto.

Ormai i prodotti senza glutine si trovano anche nei grandi ipermercati, ma a Taranto, per esempio, il buono è spendibile solo alla Coop (e solo su determinati prodotti). Personalmente lo utilizzo solo in farmacia, sempre fornita di tutto e di tanti nuovi prodotti.

Domande, dubbi, perplessità? Chiedete pure 😉

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