Cronache di una Celiaca

Come comportarsi e cosa mangiare se il locale non è inserito nel circuito dell’Aic


Qualche giorno fa ho ricevuto la mail di una ragazza neo diagnosticata che dopo aver letto le recensioni su alcuni locali senza glutine della mia città mi ha posto un quesito: e se il locale non è inserito nel circuito dell’Aic, cosa faccio?

Che il locale sia inserito nel circuito dell’Associazione Italiana Celiachia è certamente una garanzia. Però come molto spesso capita, vuoi per un invito o perché il locale è distante anni luce da noi, ci si trova a dover mangiare in locali che non offrono ufficialmente il servizio senza glutine, ma che sono informati sulle nostre esigenze.

Quindi per rispondere alla nostra amica, comportiamoci con tranquillità e senza farci prendere dal panico!

  • Prima di tutto se ne abbiamo la possibilità e prima di effettuare la prenotazione, avvisiamo della nostra presenza per concordare il menu. Nella migliore delle ipotesi lo chef (che conosce la celiachia e sa come comportarsi) preparerà qualcosa di alternativo al menu glutinoso.
  • Quando siamo a tavola, al momento dell’ordinazione chiediamo al cameriere di prestare la massima attenzione perché siamo celiaci. Qui però ci si può trovare davanti a due possibilità: il cameriere sa di cosa stiamo parlando e con serietà e preparazione risponde alle nostre domande sul menu; oppure possiamo incontrare il cameriere che ignora tutto ciò che riguarda le intolleranze alimentari e armati di pazienza gli dovremo spiegare tutto, dalla preparazione dei piatti senza glutine alla contaminazione! Ma state certi che problemi di questo tipo ormai si presentano raramente.
  • Cosa mangiare? Qui le alternative sono semplici: tagliata di carne, pesce arrostito o insalatona. Sono piatti semplici che troviamo ovunque e che ci salvano la cena in qualsiasi occasione! Se ci viene proposto qualcosa di alternativo di cui non siamo certi, non mangiamolo! Più di una volta però sono stata fortunata, perché mi è stato offerto del pane senza glutine (ovviamente con le dovute precauzioni) e la pasta senza glutine (cucinata a parte ecc ecc…) con condimento a piacere, quindi c’è speranza per tutti!

Personalmente in borsa ho sempre il mio kit di sopravvivenza del celiaco fuori casa per accompagnare i secondi piatti, e gli amici invece di guardarmi con aria sospetta ne approfittano per assaggiare sempre qualcosa di nuovo.

Quindi se per una sera non possiamo ordinare la pizza come i nostri commensali, non mettiamo il muso ma dimostriamo che anche se siamo celiaci non siamo certo dei “poverini” perché dobbiamo ordinare altro dal menu.

Come richiesto dalla nostra amica provvederò quanto prima a documentarvi le mie uscite in locali non certificati per il servizio senza glutine.

E voi come vi comportate e cosa mangiate in un locale non certificato Aic? 🙂

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